Il Qi Gong del Palo Eretto

Il Palo Eretto (in cinese zheng zhuang), chiamato anche “abbracciare l’albero”, è sicuramente il tipo di qi gong statico più conosciuto.

Consiste nel proiettare delle profonde radici nel terreno dal centro del piede (il punto Rene – 1, dietro i cuscinetti dei piedi) che consentano alle braccia di sollevarsi naturalmente, senza nessuno sforzo, lasciando liberi collo e spalle per ascoltare (ting) l’energia (il qi, appunto) che si muove armoniosamente oppure, come può accadere, che si blocca in qualche muscolo od articolazione.

Come praticare il qi gong del Palo Eretto

Le braccia possono essere tenute all’altezza di uno dei 3 dan tian, per intensità crescente: la più bassa si ottiene portando le braccia di fronte al dan tian inferiore (circa di fronte all’ombelico), oppure si possono tenere di fronte al petto o, infine, all’altezza degli occhi (tra le sopracciglia c’è una delle proiezioni del dan tian superiore, che rappresenta il livello di intensità più elevato). Conviene iniziare la pratica nel punto in cui le braccia si alzano naturalmente, senza sforzo. Aiuta a contattare e rinforzare i tre tesori.

Può essere praticato per fluidificare ed equilibrare l’energia, per migliorare la postura ed anche come vera e proprio pratica spirituale, per sviluppare e quietare lo shen.

La chiave della pratica è l’ascolto e… il respiro: naturale, silenzioso e senza alcuno sforzo. E’ un meditazione sulla fluidità, in cui l’oggetto è il qi stesso. Si studia fermo per ascoltare il movimento del qi.

Ascoltare ed accettare eventuali blocchi, dolori, formicolii: accettare le gambe che tremino, che i piedi possano diventare freddi o dolenti. Accettare, soprattutto, che tutto questo possa passare, che il dolore ed il formicolio non sono lo scopo della pratica ma solo un momento che poi viene superato e viene sostituito dall’armonia.

Lo scopo reale è un felice e facile conoscenza delle parti più nascoste del proprio corpo e della propria emotività… tutte quelle parti che richiedono attenzione, silenziosamente.

Un piccolo “trucco” da provare

Quando si pratica la posizione del palo eretto per un po’, può accadere che le mani diventino calde, pulsanti ed un po’ gonfie a causa dell’energia. A questo punto, si possono poggiare sui lombi, all’altezza dei reni, per “nutrire lo yin” oppure appena sotto l’ombelico o sui genitali (specialmente se si hanno problemi in questa zona) per “nutrire lo yang”.

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2 Commenti

  1. Fab

    Realizzare questo esercizio porta subito dei benefici fisici e interiori che consiglio a tutti di praticarlo. Grazie Oscar

  2. giovanna

    Provo subito coinvolge la descrizione e le motivazioni. Grazie

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