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Come si pratica il Qi Gong del Palo Eretto

Il Palo Eretto (in cinese zhan zhuang 站桩), chiamato anche “abbracciare l’albero”, è sicuramente il tipo di qi gong statico più conosciuto.

Ecco quindi come si pratica il Qi Gong del Palo Eretto, molto semplice ma… non-semplice perché mette alla prova la pazienza del praticante.

Come praticare il qi gong del Palo Eretto

Infatti, questo qi gong consiste nel proiettare delle profonde radici nel terreno dal centro del piede (il punto R-1, Yong Chuan dietro i cuscinetti dei piedi) che consentano alle braccia di sollevarsi naturalmente, senza nessuno sforzo, lasciando liberi collo e spalle per ascoltare (TING) l’energia (il qi, appunto) che si muove armoniosamente oppure, come può accadere, che si blocca in qualche muscolo od articolazione.

Una volta che le mani hanno raggiunto l’altezza dell’ombelico occorre rimanere immobili. Senza fare nulla, si chiedono i praticanti? L’azione-senza-azione ci spiega (Wu Wei) che questa immobilità aiuta a studiare il movimento del Qi.

palo eretto

Quattro livelli difficoltà del Palo Eretto

Portare le braccia davanti l ‘ombelico è solo il primo passo, il più semplice, dal quale si consigli di cominciare la pratica di Zhang Zhuan.

Poi, quando si riesce a rimanere immobili ed a percepire lo scorrere del QI, le braccia possono essere tenute all’altezza di uno dei 3 dan tian, per intensità crescente:

  • l’intensità minore si ottiene portando le braccia di fronte al dan tian inferiore (circa di fronte all’ombelico, l’inizio della pratica appunto);
  • l’intermedia si possono tenere di fronte al petto, di fronte al punto Zhong Ting al centro del petto (il punto energetico del Cuore);
  • intensità ancora maggiore dsi può avere mettendo le mani all’altezza degli occhi (tra le sopracciglia c’è una delle proiezioni del dan tian superiore nel punto Yin Tan: questa posizione è più impegnativa fisicamente, perchè occorre ricordare che il Qi scorre solo quando il corpo è rilassato;
  • infine, si possono mettere i palmi delle mani in connessione con la fontanella, il punto Bai Hui sullla sommità del capo. Questa posizione, nonostante conesente un crescente circolazione del QI, non è semplice da mantenere a lungo soprattutto… rilassandosi.

Conviene iniziare la pratica nel punto in cui le braccia si alzano naturalmente, senza sforzo. Aiuta a contattare e rinforzare i tre tesori.

Può essere praticato per fluidificare ed equilibrare l’energia, per migliorare la postura ed anche come vera e proprio pratica spirituale, per sviluppare e quietare lo shen.

La chiave della pratica è l’ascolto e… il respiro: naturale, silenzioso e senza alcuno sforzo. E’ un meditazione sulla fluidità, in cui l’oggetto è il qi stesso. Si studia “fermo” per ascoltare il movimento del qi.

Ascoltare ed accettare eventuali blocchi, dolori, formicolii: accettare le gambe che tremano, i piedi possano diventare freddi o dolenti. 

Accettare, soprattutto, che tutto questo possa passare e… che il dolore ed il formicolio non sono lo scopo della pratica ma solo un momento che poi viene superato e viene sostituito dall’Armonia.

Lo scopo reale è una felice e facile conoscenza delle parti più nascoste del proprio corpo e della propria emotività… tutte quelle parti che richiedono attenzione, silenziosamente.

Un piccolo “trucco” da provare

Quando si pratica la posizione del palo eretto per un po’, può accadere che le mani diventino calde, pulsanti ed un po’ gonfie a causa dell’energia.

A questo punto, si possono poggiare sui lombi, all’altezza dei reni, per “nutrire lo yin” oppure appena sotto l’ombelico o sui genitali (specialmente se si hanno problemi in questa zona) per “nutrire lo yang”.

Il Wu Wei è l’immobilità mentre tutto questo accade. Anche nel ai gong del Palo Eretto (zhan zhunag, 站桩).

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2 Commenti

  1. Fab

    Realizzare questo esercizio porta subito dei benefici fisici e interiori che consiglio a tutti di praticarlo. Grazie Oscar

  2. giovanna

    Provo subito coinvolge la descrizione e le motivazioni. Grazie

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