Lo Shen, 神 nel taoismo è considerato una parte dei Tre tesori, 三寶 San Bao che sono un concetto fondamentale della filosofia cinese. Essi prendono parte alla formazione e definizione della così detta la Vita (Ming). Queste tre essenze energetiche sono appunto il Jing (l’essenza), il Qi (l’energia) e lo Shen (lo spirito).
Nella Medicina cinese si dice che lo Shen è lo spirito che ha sede nel Cuore, mentre nella tradizione dell’Alchimia viene detto che nel momento in cui si eleva nella sua forma originale Yuan, allora innalza la sua posizione fino al Dan tian superiore nella Stanza dei Cristalli.
Vediamo quindi nel dettaglio cos’è lo Shen e come collegare questo pensiero taoista alla Medicina cinese, allo spirito individuale e alla personalità, secondo la tradizione del Tao.
Ricordando che la filosofia del Tao è animata da quattro principi filosofici e pratici che vengono usati anche dalla varie arti mediche, dal Qi gong e dalla meditazione. E si estrinsecano anche nella definizione di Shen.

Cos’è lo Shen nel taoismo
Facendo un passo indietro e parlando della visione taoista dei Tre tesori, si vede lo Shen (ovvero lo spirito) come parte integrante della salute e del benessere personale; infatti la coltivazione spirituale è al centro di tutte le pratiche taoiste come il Qi gong, la Meditazione e ovviamente la Medicina cinese.
Lo Shen può essere suddiviso in due parti: lo Shen Piccolo e lo Shen Grande. Lo Shen Piccolo ha sede nel Cuore, quello Grande nel Dan tian superiore. Si veda la relazione tra Shen e Cuore, fondamentale nei processi di cura della medicina cinese. La coltivazione dello Shen, prevede che venga unito con gli altri due tesori, quello dell’energia Qi e quello dell’essenza Jing; questi tre, agendo insieme in forma coordinata, sono considerati essenziali per il mantenimento della salute o per il suo ripristino in caso di malattia.
Nessuno dei Tre tesori è più importante dell’altro: è altrettanto importante coltivare lo spirito, il corpo e la propria energia interiore. Lo Shen è quindi un concetto ampio che si può identificare con lo Spirito/Anima. È anche riconducibile alla personalità, ovvero quel set di informazioni che rendono unica ogni persona. Ma in realtà, filosoficamente e nelle pratiche taoiste, lo Shen inteso come ego e personalità è solo un meccanismo di separazione dalla Reale Unità di tutte le cose: il Tao.
Si ricordi che lo Shen, come altri concetti taoisti, è rappresentato in un duale: il Piccolo Shen e il Grande Shen.
Il Piccolo Shen è appunto la personalità individuale, l’ego. È quello strumento che grida sempre per identificarsi e perpetuare la sua esistenza, avendo paura di scomparire. Il Piccolo Shen è anche rappresentato come un giovane ragazzo nella Nei Jin Tu, la pergamena con vari indirizzi filosofici e di pratica conservata a Pechino, nel tempio della Nuvola Bianca.
Il Grande Shen rappresenta la parte dell’essere umano che entra in comunione e comunicazione con il Tao. Il Tao non è intellegibile dalla mente, la quale può però relazionarsi con il Grande Shen per mezzo delle pratiche appposite, oppure causììsualmente in particolari momenti di lucidità. Questo è il collegamento della mente con il Tao è chiamato anche la “Missione personale”.
La rappresentazione del Tao non è il diagramma con le due metà bianche e nere, perché il significato del Tao e del suo simbolo sono molto più profondi e complessi nella filosofia cinese. Riassumendo, lo Shen è Grande: collegato direttamente al Tao e manifestazione della propria missione sulla terra. Ed è anche Piccolo: corrispondente alla personalità e all’ego, responsabile della maggior parte delle sofferenze individuali. Lo Shen è una Luce da far tornare (si dice “rientrare”) per completare la propria configurazione energetica e cominciare a vivere pienamente ogni propria possibilità.

Significato del carattere di Shen
La parte sinistra dell’ideogramma di Shen, 神 è formata dal radicale Shì, 示 e indica la connessione con il Cielo e le forze ancestrali, inclusi gli antenati. La parte destra dell’ideogramma è fonetica e si legge Shēn, 甲 e indica un senso di attraversamento e superamento, rappresentando graficamente il carattere di “centro” con una linea orizzontale.
Lo Shen, infatti è un concetto trasversale che si muove dalla medicina cinese all’astrologia. Gli Shen sono singoli e individuali ma possono essere molteplici e in numeri differenti. Ad esempio nella Medicina cinese e nell’Alchimia Taoista ci sono cinque Shen (Wu Shen) che indicano cinque spiriti vegetativi e le componenti psicologiche dell’essere umano. In astrologia gli Shen sono in numero di dieci e fanno riferimento a differenti addensamenti energetici, in supporto o detrimento del Maestro del Giorno, il cuore dello sviluppo astrologico della carta natale cinese.
Il significato di Shen come Spirito
Lo Shen, 神 è la parola cinese per “divinità”, “spirito”. Cambia significato, come molti altri concetti taoisti, a secondo del sistema di riferimento nel quale lo si inserisce.
Un significato generale può riferirsi agli spiriti o divinità che solcano la terra e sono coinvolti nel mondo: sono le essenze energetiche invisibili di “cose” come i fiumi, le montagne, i tuoni e le stelle.
Più nello specifico, Shen si riferisce allo spirito umano e alla sua psiche e personalità; lo Shen è la guida e l’ispirazione di ogni persona a vivere la propria vita pienamente e in accordo con le proprie potenzialità.
In medicina cinese lo Shen è anche un certo bagliore che si vede negli occhi: il medico, ad esempio, valuta lo Shen del paziente proprio dagli occhi. Anche i tessuti hanno Shen: il medico valuta lo Shen dell’incarnato e, soprattutto, della lingua. Significa in questo senso vitalità e lucentezza.
Poi lo Shen è anche una certa allerta e vivacità mentale, che si dovrebbe conquistare in seguito a pratiche taoiste come il Qi gong o la Meditazione. Lo Shen è la parte dell’individuo che prende le decisioni: si fa guidare dallo Hun e dal Po, altri due spiriti vegetativi che hanno la caratteristica del movimento, mentre lo Shen deve rimanere al centro. Si fa sostenere nel processo mentale analitico dallo Yi, mentre viene mantenuto al sicuro dallo Zhi. A questo significato di Shen si aggiunga il fatto che, quando si perde la relazione con lo Hun e il Po e gli altri spiriti, lo Shen si dice “ostruito”. Spesso l’umidità è responsabile di questa ostruzione, che quando rilevata va immediatamente armonizzata.
Lo Shen a livello di Alchimia interiore taoista è l’essenza della comunicazione con il Tao, che percepisce e comunica la propria missione personale che si chiama anche la Vita (Ming). In questo caso, Shen è lo spirito che governa e indirizza gli altri cinque spiriti del corpo che hanno il loro palazzo negli organi interni. Esso, si dice, che deve entrare in contatto con il Grande Shen e q questo scopo deve prima raggiungere la sua qualità Jing e poi al sua qualità Yuan.
L’energia dello Shen (Shen Qi) si raccoglie nella cavità cranica, più precisamente nella ghiandola pineale. Questa parte del cervello si chiama anche la “Stanza dei Cristalli” ed è il ponte di comunicazione con la sorgente originale, il Tao.
Lo Shen viene studiato negli insegnamenti del Tao dello Spirito, ovvero nelle pratiche alchemiche intermedie e superiori.
Lo Shen in Medicina Cinese
Nella Medicina Cinese, lo Shen (神) è ciò che dà forma e direzione all’esperienza umana. È la nostra coscienza, la nostra chiarezza percettiva, la qualità della presenza attraverso cui abitiamo il mondo. Si dice che lo Shen risieda nel Cuore (Xin), e che gli occhi ne rivelino lo stato di quiete o agitazione. Quando una persona è centrata, tranquilla e in armonia con sé stessa, negli occhi appare una luce limpida e viva, una luminosità sottile chiamata Shen Ming (神明), la “Luce dello Spirito”. Questa radianza è una qualità visiva e vibrazionale, che nasce dalla coerenza tra Cuore e Mente. Se ne parla anche nel Su Wen, uno dei due libri del Canone di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo.
Lo Shen si radica nel corpo grazie alla qualità del Jing e alla libera circolazione del Qi. Se il Jing è debole o il Qi non fluisce, lo Shen diventa turbato, irrequieto, disperso. Se il Jing è forte e il Qi è fluido, lo Shen si posa, brilla, abita nel Cuore.Ma soprattutto, in Medicina Cinese è il Sangue, Xue il vero radicamento dello Shen, la parte Yin della nostra qualità energetica più Yang. E il Sangue ritorna come insegnamento anche nelle pratiche di Qi Gong e in quelle di Alchimia, sempre nell’ottica di Radicare lo Shen.
Quando nasciamo, lo Shen è luminoso e presente. Poi, lentamente, la velocità della vita, i desideri, i pensieri ricorrenti e la ricerca di qualcosa al di fuori di noi lo velano, come polvere che ricopre uno specchio. Ma lo Shen non si perde mai del tutto: riposa silenzioso, in attesa che noi facciamo ritorno. Lo stato dello Shen può creare la malattia, ma anche favorire e accellererare i processi di guarigione.
Uno dei problemi in cui incorre lo Shen in Medicina Cinese è la flegma (痰, Tan) che non è solo il muco visibile nelle vie respiratorie, ma è anche un fattore patogeno e “invisibile” che può accumularsi nei canali, nei visceri e negli organi, ostacolando il flusso del Qi e disturbando lo Shen.
Quando lo Shen (la nostra coscienza, presenza e chiarezza spirituale) viene “velato” o “offuscato” dalla flegma invisibile, emergono sintomi quali:
- Confusione mentale
- Difficoltà di concentrazione
- Pensieri ossessivi
- Insonnia e inquietudine
- Fino ad arrivare, nei casi più gravi, a sindromi maniacali, bipolari, ecceterera
Ad esempio, le emozioni trattenute, la Stagnazione del Qi, la debolezza della Milza e la cattiva trasformazione dei fluidi corporei sono tutti fattori che favoriscono la produzione di flegma, che può “annebbiare” gli orifizi del Cuore (gli Occhi), rendere il discorso confuso (la lingua viene detta il “Germoglio del Cuore”) e bloccare i canali che aiutano l’analisi e la sintesi mentale, oltre che la connessione con il Sangue come redicamento. Il risultato è lo Shen che “esce dal Palazzo del Cuore”, si confonde e si disperde.
Il Radicamento dello Shen: Sangue e Luce
Ora sappiamo che, nella tradizione taoista, lo Shen (神) è la scintilla luminosa della coscienza, la parte più sottile e divina del nostro essere. Ma nel Nei Gong, lo strato iniziale dell’Alchimia Interna, non si coltiva lo Shen attraverso l’immaginazione o la fuga verso l’alto dell’energia: lo si fa radicando la luce nello Yin, cioè nel corpo, più precisamente nel Sangue-Xue e nei Reni.
Lo Shen dimora nel Cuore, ma trova radice nel Sangue (Xue), che gli fornisce la stabilità necessaria per manifestarsi con chiarezza. Un Cuore privo di Sangue è come una lampada senza olio: la fiamma dello Shen vacilla, la mente si confonde. Per questo, nel lavoro interno taoista, ogni pratica che mira a elevare lo Spirito deve prima nutrire il Jing e armonizzare il Qi, i tesori che alimentano il Sangue stesso.
Inoltre, lo Shen trova il suo ulteriore radicamento nei Reni, dove risiede il Jing, l’essenza vitale. Solo quando Jing, Qi e Shen comunicano liberamente, quando il Fuoco del Cuore discende e l’Acqua dei Reni risale, la coscienza diventa limpida e stabile. È questo equilibrio tra Fuoco e Acqua che nel Nei Gong viene definito unione di Ming e Xing: la fusione tra natura essenziale e destino vitale.
Coltivare lo Shen, dunque, non significa “andare verso l’alto”, ma portare luce nella materia, unificare Cielo e Terra dentro di sé. Nella pratica, ciò si traduce in uno stato di presenza radicata: il corpo fermo, il respiro profondo, la mente chiara. È in questo spazio che lo Shen non solo si manifesta, ma illumina ogni aspetto della vita quotidiana (di nuovo, Shen Ming).
Come calmare lo Shen: superare agitazione e ansia
Sul polso c’è un punto che si chiama Shenmen, la porta dello Shen. È un agopunto indicato per calmare lo shen, anche in caso si senta che sopraggiungano ansia e agitazione.
Infatti quando lo Shen è agitato possono sorgere sintomi come palpitazioni, occhi rossi, innalzamento della pressione e parlantina accelerata. L’ansia, inoltre, è molto comune a causa dei ritmi della vita moderna. Tutto questo può cambiare imparando a praticare questo automassaggio per calmare lo Shen.

Puoi leggere questa guida completa sull’automassaggio al punto Shen men. Trovare il punto è abbastanza semplice, nell’articolo ci sono tutte le indicazioni dettagliate; comunque è localizzato nell’articolazione del polso dalla parte del mignolo, come in figura.
Massaggia con il pollice della mano opposto per qualche minuto il punto Shen men, fino a quando “si trova il tesoro”: è un aiuto immediato in caso di agitazione e puoi usarlo come punto di ancoraggio in caso di attacchi di panico, quando si sono risolti. La “Porta dello Shen” è un agopunto in connessione diretta con lo spirito e l’anima. Questa saggezza semplice può essere usata giornalmente, anche mentre si siede in autobus o si attende il proprio turno.
Conclusioni: conoscere il proprio Shen, una Via taoista
Nel Tao è importante conoscere l’energia del proprio Shen. È importante sia per le pratiche alchemiche avanzate del Tao dello Spirito, che per i praticanti sinceri di Qi gong o per gli operatori di Medicina cinese. Infatti, nel Huang Di Nei Jing si dice: “Quando il medico cura, ogni ago punge nello Shen“.
Infine si ricordi che il Cuore è l’imperatore del corpo nel Tao e, ora sappiamo, lo Shen vi risiede. La casa dello Spirito è al centro della cavità toracica, nel Dan tian intermedio. Approfondisci la relazione tra Shen e Cuore nella medicina cinese. Quando si pratica una certa forma di Qi gong, occorre prestare attenzione all’effetto che ha sul proprio spirito e sul proprio umore. Allo stesso modo, quando si pratica la Meditazione taoista, occorre accorgersi di come lo Shen cambia e a quali pensieri e visioni si appoggia.
E… per conoscere lo Shen occorre usare l’equilibrio di corpo ed emozioni. Ecco che si compongono i Tre Tesori, naturalmente, grazie agli insegnamenti del Tao.
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