La fascia anatomicamente è uno strato di tessuto fibroso. Si chiama anche tessuto connettivo e ricopre i ogni fibra muscolare e ogni intero muscolo, ogni organo interno, ogni vaso sanguigno e nervo, ecc.
Nella fisiologia energetica taoista, è il legame che unisce tutto il corpo, da considerare importante nel Tao perché il corpo fisico è uno dei Tre Tesori taoisti. Il tessuto connettivo si chiama Membrane (Huang, 肓) ed è fondamentale in pratiche come quella del Qi gong, della Medicina cinese, del Massaggio e tante altre arti. Perché, a livello fondamentale, tutto ciò che riguarda le Arti Interne Taoiste e coinvolge direttamente il corpo, punta proprio alla trasformazione e armonizzazione del tessuto fasciale per il potenziamento personale che, partendo proprio dal corpo, si espande a ogni reame dell’individuo.

La Fascia nelle Arti Interne Taoiste è il tessuto dell’elemento Terra
La fascia è l’Unità delle molteplici parti del corpo. Rappresenta per questo la Forma e il Centro, sia nella Medicina Cinese che nel taoismo in generale. La trasformazione delle Membrane è il risultato della pratica di Qi Gong corretta, ed è anche l’obiettivo di alcuni cicli d’insegnamenti (basilari come quelle, ad esempio, dell’Yi Jin Jing. Per le sua qualità di Centro e Forma, si riconduce all’organo Zang della Milza e all’elemento Terra, per la sua connessione con i muscoli e l’energia Zhen (corretta) si collega con l’organo del Fegato e con l’elemento Legno.
A livello del tessuto fasciale avviene anche un processo molto importante: la trasformazione degli impulsi elettrici del sistema nervoso in segnali chimici, necessari per l’attivazione di muscoli, organi e apparati. Il tessuto connettivo, chiamato nella tradizione taoista Huang (肓), è costituito da una rete di collagene e altre proteine che formano una struttura diffusa in tutto il corpo. In questa rete vive una popolazione cellulare estremamente attiva, che partecipa alla comunicazione tra i diversi sistemi dell’organismo.
Gli antichi taoisti avevano osservato che gli organi tendono a diventare “duri” quando nella vita di una persona una determinata emozione negativa prende il sopravvento e rimane trattenuta a lungo. Rabbia, frustrazione, paura, tristezza o preoccupazione, quando non trovano un naturale movimento, finiscono per influenzare profondamente il corpo. Oggi la ricerca scientifica, grazie agli strumenti di osservazione microscopica, mostra che questa sensazione di durezza è spesso legata proprio a un addensamento del tessuto fasciale, che può verificarsi anche a livello degli organi interni.
Per favorire il rilascio profondo di queste tensioni, è importante lavorare sia sulla muscolatura più superficiale sia sui tessuti più interni. Metodi come il Massaggio Tao o pratiche energetiche come i Sei Sei Suoni che Curano sono stati sviluppati proprio con questo scopo: aiutare il corpo a sciogliere le tensioni emotive e a liberare la fascia connettivale che avvolge e protegge gli organi interni, gli Zang e i Fu.
Quando questo rilascio avviene, i tessuti recuperano elasticità e idratazione, e la rete fasciale torna a svolgere pienamente la sua funzione: permettere il passaggio armonioso di energia, informazione e nutrimento verso gli strati più profondi dell’organismo.
HUANG: fondamentale nell’Yi Jin Jing
La pratica dell’Yi Jin Jing risale probabilmente intorno al VI secolo d.C. e la tradizione la collega alla figura leggendaria del monaco Da Mo, conosciuto anche come Bodhidharma. Si racconta che Bodhidharma meditò per nove anni di fronte a una parete del monastero di Shaolin, in una forma di ritiro che in seguito divenne molto popolare nella tradizione spirituale cinese.
Al termine della sua meditazione, secondo la tradizione, egli avrebbe trasmesso due insegnamenti fondamentali. Il primo è proprio l’Yi Jin Jing (易筋經), il “Classico della Trasformazione dei Tendini”, dedicato alla trasformazione della struttura del corpo. Il secondo è lo Xi Sui Jing (洗髓經), il “Classico del Lavaggio del Midollo”, che riguarda invece il lavoro più sottile sulla coscienza e sulla trasformazione spirituale. Del testo originale dell’Yi Jin Jing oggi rimangono solo alcuni frammenti, mentre l’insegnamento dello Xi Sui Jing è stato tramandato soprattutto oralmente, perché la sua forma scritta è andata perduta nel corso dei secoli. Approfondisci il ciclo di insegnamenti con la nostra guida completa all’Yi Jin Jing.
Ciò che emerge chiaramente dai frammenti dell’Yi Jin Jing è il ruolo centrale delle membrane Huang nella trasformazione del corpo. Il lavoro energetico descritto nel testo si basa infatti sulla raccolta e sull’organizzazione del Qi proprio all’interno di queste cavità fasciali. Uno dei passaggi tramandati afferma che la pratica consiste nella raccolta del Jing attraverso la separazione dello Yin dallo Yang, poiché quando Yin e Yang sono confusi si genera dispersione dell’addestramento. In altre parole, le membrane del corpo sono viste come luoghi di raccolta e di trasformazione dell’energia. È all’interno di questi spazi che il Qi può condensarsi, organizzarsi e nutrire la struttura del corpo.
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I Suoni che Curano e il tessuto fasciale
Si dice nel Tao che l’emotività eccessiva fa accumulare il Jing nel tessuto fasciale a livello dei Huang, 肓 – appunto. Per questo si usano dei Suoni specifici che, emessi correttamente, generano una vibrazione a livello della fascia e il conseguente rilascio del tessuto dell’organi interno bersaglio. Sono i Suoni che Curano, anche detti Suoni Segreti.
Infatti, ogni suono corrisponde a un organo Zang – più un suono specifico per il viscere Fu del Triplice Riscaldatore. Per ottenere il massimo dai suoni, occorre conoscere la posizione di bocca e lingua (e altri accorgimenti) per creare la vibrazione corrispondente all’organo bersaglio che ha un vero e proprio effetto disintossicante. Partendo dal livello fisico della guarigione dell’organo, fino ad arrivare a quello sottile ed energetico legato all’emotività dello Shen.
Quando infatti la fascia Huang, 肓 di un organo viene invece irrigidita e disidratata, si riduce il flusso di Qi e Sangue fino a quando il tessuto cellulare di quell’organo comincia a soffrire e a recepire in maniera poco chiara gli impulsi del cervello. Questa situazione porta anche a malattia fisica e può essere risolta con la pratica dei Suoni che Curano (accedi alla guida completa) oppure con il lavoro dell’Yi Jin Jing che cura più direttamente la struttura del Huang, 肓 sia a livello muscolare che organico e osseo.
Poi, quando i principi diventano innati nella postura naturale del corpo, la pratica dei Suoni penetra a livello dei canali energetici e sostiene il Qi. Che è davvero un passaggio chiave nel percorso personale di Qi Gong.
Come esercitare il tessuto connettivo (Huang, 肓) con il Qi gong
Praticamente tutti i veri maestri di arti interne taoiste, a un certo punto dell’addestramento, cominciano a parlare di Huang, 肓 allo studente meritevole. Infatti la fascia è il luogo fisico dove si immagazzina il Qi e che non solo sostiene il corpo ma anche le trasformazioni delle sostanze alchemiche.
A volte, quando si pone troppa enfasi nel rilassamento nel Tai chi chuan oppure nel Qi gong si perde il contatto e il contributo di questa importante struttura fisica che, in uno squisito duale Yin-Yang, sostiene in maniera decisiva lo sviluppo energetico del praticante.
Quando si rilascia eccessivamente il corpo, anche la fascia “affonda” insieme al Qi e questo provoca stagnazione e umidità, appunto, che è il fattore climatico dell’elemento Terra.
Al contrario, per un corretto equilibrio posturale ed energetico i tessuti fasciali devono essere distesi accuratamente con delle manovre specifiche che si studiano nei classici, soprattutto nell’Yi Jin Jing.
L’equilibrio di rilassamento del corpo e della mente con una fisiologica ed eretta tensione fasciale è viene spiegata anche dalla fisiologia quando si fa riferimento al corpo come struttura tensegrale, ovvero in equilibrio tra tensione e rilasciamento proprio come nei tendoni del circo e in alcuni ponti ingegnerizzati nei nostri giorni.
O come nelle lanterne cinesi che, con la tensione del tessuto disteso sull’armatura di legno, possono anche volare alte nel Cielo e perdersi nell’infinito.




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