Chuang Tsu, conosciuto anche come Zhuangzi (莊子) oppure Zhuang Zhou (莊周), è stato un pensatore taoista.
Egli scrisse uno dei tre classici filosofici più conosciuti del mondo del Tao. Il suo libro è parte della base del canone taoista insieme al Tao Te Ching e al Liezi.
Vediamo di seguito perché Chuang Tsu è così celebre e quali sono le sue parabole più famose.
Il Tao è un concetto fondamentale della filosofia cinese, approfondisci il significato del Tao e la sua simbologia esoterica.

Chuang Tsu: libro o persona vera?
Vissuto forse intorno IV secolo a.C. tra il 369 e il 286, anche se le date di nascita in questo contesto non sono mai precise. Probabilmente, comunque, visse durante il periodo dei Regni Combattenti.
Più volte invitato a corte come consigliere, preferisce la vita semplice e contemplativa che lo lascia in contatto con il Tao.
Quando si parla di Chuang Tsu, di fatto non tutti sono concordi nell’accettare la sua storicità.
La sua reale esistenza è messa in dubbio da più parti, ma quello che rimane è un libro con il suo nome che è uno dei tre pilastri del Tao. Essi sono tre testi scritti in cui vengono rintracciati gli insegnamenti più autentici di questa disciplina e filosofia che, in seguito, è diventata anche una religione con un discreto seguito in Cina.
La sua opera è composta da 33 capitoli che si dividono in 7 capitolo “interni”, 15 “esterni” e infine 10 “misti”. Le prime due seri di capitoli si dice siano più antichi; per molti sono anche considerati i più chiari ed esaustivi.
Alcuni pensieri e storie taoiste di Chuang Tsu
Per chi scrive, le parabole raccontate nel libro di Chuang Tsu sono di grande ispirazione per comprendere la natura delle cose, per lasciar andare e coltivare la presenza della Vita.
Oltre che grande memento per ogni ricercatore di Libertà, il vero oggetto della pratica taoista più autentica e il fine dello sviluppo energetico interiore.
Qualcuno direbbe: sono indispensabili per unire la Vita, Ming con la Natura, Xing.
Oppure, usando un altro ciclo di insegnamenti del Tao, fondere la mente razionale e il cuore emozionale dell’Intuito.
Vediamo di seguito alcune storie contenute nel libro di Chuang Tsu, offrendo un breve commento che, in verità, poco aggiunge alla potenza dell’insegnamento originale del grande filosofo taoista.

1. Chuang Tsu sogna la farfalla oppure…
La storia di Zhuangzi (Chuang Tzu) che sogna di essere una farfalla è uno dei racconti più celebri e simbolici del taoismo. Il proverbiale destarsi di Chuang Tsu stimola la riflessione più interna. Ora, da desto, non saprebbe più dire se lui stesse sognando la farfalla prima, oppure la farfalla stesse sognando Chuang Tsu adesso.
Oppure…
Ma vediamo la storia così come narrata dal grande filosofo taoista.
Zhuangzi, un giorno, stava sognando di essere una farfalla. Nel sogno, Zhuangzi volava libero, spensierato, muovendosi con leggerezza nell’aria. Era completamente immerso nell’esperienza della farfalla, senza alcuna consapevolezza di essere Zhuangzi. La farfalla era inconsapevole della sua vera identità: era semplicemente una farfalla, che si godeva il suo volare e la sua esistenza.
Poi, improvvisamente, Zhuangzi si svegliò. Tornò a essere se stesso, un uomo che si rese conto di aver appena sognato di essere una farfalla. Ma a quel punto, Zhuangzi si chiese: “Sono io Zhuangzi che ha sognato di essere una farfalla, o sono adesso solo una farfalla che sta sognando di essere Zhuangzi?”
Tornando al commento a questa interessante parabola, la domanda finale lascia sospesa la distinzione tra sogno e realtà, offrendo un’intuizione per integrare il grande duale tra se stessi e l’altro da sé. Il racconto si conclude con Zhuangzi che riflette sulla visione e sulla percezione, mediante la metafora del sogno e della veglia, cercando di veicolare un’intuizione sul sé e il mondo, tra stabilità e mutamento.
Questo breve ma profondo racconto è un’espressione della filosofia taoista, che invita a riflettere sulla natura della realtà, sull’identità e sull’illusione. Il dubbio di Zhuangzi mette apre la porta sulla riflesione di “chi si è” oltre le congetture sociale e il pensiero personale. Zhuangzi ci insegna la libertà, la vera Via del Tao.

2. Chuag Tsu e la tartaruga
La storia di Zhuangzi (Chuang Tzu) e della tartaruga che trascina la propria coda nel fango è un altro racconto significativo tratto dal testo taoista da lui scritto. Ecco come viene raccontata.
Un giorno, il re di Chu, desiderando avere Zhuangzi come suo ministro, mandò due alti funzionari a cercarlo e invitarlo a corte. Quando i messaggeri trovarono Zhuangzi, egli stava pescando con il suo bastono di bambù nel placido fiume Pu. Lo informarono dell’onore che il re di Chu voleva concedergli, offrendogli una posizione di potere e prestigio a corte come ministro.
Zhuangzi sorrise, poi rispose all’invito con una domanda: “Ho sentito dire che nel vostro paese c’è una tartaruga sacra che è morta da più di tremila anni. Il re la tiene in un vaso dorato e l’avvolge in un panno di seta. Che cosa pensate, questa tartaruga preferirebbe essere morta e venerata o viva e trascinare la propria coda nel fango di questo fiume?”
I funzionari risposero: “Certamente, preferirebbe essere viva e trascinare la propria coda nel fango.”
Zhuangzi allora replicò: “Andatevene via. Anch’io preferisco trascinare la mia coda nel fango, piuttosto che essere intrappolato in una posizione di potere dal vostro re.”
Con queste parole, Zhuangzi rifiutò l’offerta del re, preferendo vivere una vita semplice e libera piuttosto che essere coinvolto nelle complicazioni e nei doveri della vita di corte.
Questa storia mette in luce uno degli aspetti fondamentali del pensiero taoista: il valore della libertà, della semplicità e dell’autenticità. Che si incontra nel principio di Ziran, essere naturali e in accordo. Zhuangzi preferisce restare in armonia con la natura e con se stesso, piuttosto che accettare potere e prestigio che lo allontanerebbero dalla sua vera essenza.
La tartaruga che trascina la sua coda nel fango diventa un simbolo di libertà, autenticità e rifiuto delle convenzioni sociali che, al tempo, erano incarnata dal confucianesimo.

3. L’intagliatore saggio e il Wu wei
Ching era un intagliatore e scolpì un pezzo di legno realizzando un supporto la campana del villaggio che, quando fu finito, portava meraviglia a chiunque lo ammirasse. Infatti, questa semplice decorazione sembrava l’opera di dei o spiriti.
Quando il mandarino lo vide, chiese: “Quale arte possiedi, o grande Ching?”
Ching rispose con umiltà:
“Sono solo un artigiano – come potrei avere un’arte? Tuttavia, porto sempre attenzione a una cosa. Quando mi accingo a realizzare un’opera in legno, non lascio mai che il lavoro consumi la mia energia.
Digiuno sempre per calmare la mia mente. Dopo aver digiunato per tre giorni, ecco che non penso più a congratulazioni o ricompense, a titoli o stipendi. Dopo aver digiunato per cinque giorni, allora non penso più a lodi o critiche, ad abilità o goffaggine. E dopo aver digiunato per sette giorni, sono così calmo che dimentico di avere le gambe e le braccia, una forma e un corpo. A quel punto, il sovrano e la sua corte non esistono più per me.
La mia abilità si concentra e tutte le distrazioni esterne svaniscono. Solo quando raggiungo questo silenzio, vado nella foresta sul pendio della montagna ed esamino la natura celeste degli alberi. Se ne trovo uno di forma eccellente, e riesco a vedere un supporto per campane lì, mi metto all’opera; altrimenti, continuo a camminare. In questo modo, semplicemente metto in relazione il Cielo con la Terra. Forse è per questo che le genti si interrogano se queste opere non siano stati realizzati dagli spiriti.”
Ecco come viene rappresentato il Wu wei, l’azione-senza-azione nel quale vive il saggio taoista. Come si vede, lo stato di Wu wei parte proprio da un’azione: la meditazione e il raccoglimento per calmare la mente. Solo da questo luogo interno, ogni cosa nasce spontanea e si possono cogliere i segnali sulla Strada.
Il messaggio profondo del racconto taoista è sulla connessione tra l’arte, la natura, e lo spirito. Ogni cosa ha il suo tempo e il suo luogo, come l’intagliatore che, incaricato della realizzazione di un altare per conto del più iroso degli imperatori, continua la sua vita senza curarsi minimamente del compito fino a quando incontra il pezzo di legno giusto dal quale “estrarre l’altare”.
4. Altre storie dal libro di Chuang Tsu
I capitoli del Chuang Tsu celano tantissime gemme utili per la persona consapevole che voglia fare dei progressi sulla propria Strada.
Ad esempio la storia della barca vuota getta una luce sulla reattività agli eventi esterni e sul Wu Wei.
Così come in accordo, che spiega come ci sono cose che non sono afferrate dalla massa comune e questo sia normale. Finendo per parlare nuovamente del Wu Wei.
O anche questo articolo che spiega Xing, la Natura e il piacere personale in una frase del nostro autore mitico.
Infine, si può anche leggere la breve storia di Chuang Tsu sulla Mente del Saggio che è come una specchio: riflette ogni cosa, senza distinzioni e senza farsi disturbare dal riflesso.
Conclusioni: Chuang Tsu e il Tao
Senza forzare la natura, ogni cosa viene compiuta. Questo il senso di tutti gli insegnamenti e le parabole contenute nel testo leggendario scritto da Chuang Tsu.
“Come la tartaruga felice mentre muove la code nel fango” il libro fa elegia dell’autenticità dell’esperienza della vita, solo per quello che è.
Lasciando parlare questo libro, si può ottenere la migliore spiegazione del Tao. Che per sua natura non può essere conosciuto, ma solo vissuto.
Un testo da leggere e rileggere, per capire chi si è.
Per comprendere il Tao, finalmente oltre le parole.
Per concludere, si porti la riflessione su come Taoismo e Buddismo spesso sono confusi tra loro, così come la loro simbologia e le loro pratiche. Approfondisci cos’è il Tao e la sua differenza col buddismo.




0 commenti