Quattro modi per praticare l’Alchimia Interiore Taoista

Nel taoismo, alcune tecniche di Meditazione vengono anche chiamate Alchimia Interiore. In particolare, l’alchimia taoista è un insieme di pratiche che vanno sotto il nome di Nei dan shu, 內丹术 che prevedono l’accumulazione e mobilizzazione del Qi per la trasformazione fisica, mentale e spirituale dell’individuo che persegue la longevità e, al limite, l’Immortalità (intesa come elevazione spiritual) attraverso la creazione del feto immortale.

Per la gestazione del feto immortale occorrono degli ingredienti specifici che vanno raccolti. Ovvero occorre praticare i metodi corretti, utilizzando i Tempi del Fuoco per farli maturare.

Vediamo ora di offrire un panoramica sull’alchimia interiore taoista e di spiegare i quattro modi per praticarla, che sono quattro diversi corpus di pratica.

Alchimia Interiore taoista

La base dell’Alchimia Interna: il Dan, 丹

L’alchimia interiore taoista è basata sul concetto di Elisir – Dan, 丹. Distillare e trasformare l’Elisir serve per arrivare all’Essenza. Infatti, nella concezione taoista il corpo è come una miniera di Dan. Il compito del praticante di meditazione e alchimia interiore taoista è quello di lavorare per trovare il Dan, che si “scava” nel campo (Dan Tian) inferiore e si usa per poi nutrire le sostanze del corpo (i Tre Tesori).

Il significato di Dan è Cinabro, ovvero un materiale fisico, una pietra. Ma, osservando in profondità, Dan significa l’essenza, la realtà, l’elemento fondante. L’ideogramma contemporaneo significa anche rosso, che è il colore di questa pietra. Si trova in Cina e in pochi altri posti nel mondo tra i quali l’Italia, l’Egitto e la Spagna. La sua prima apparizione in un testo cinese sembra risalga al II secolo prima di Cristo. Sono testi filosofici, ma che raccontano già i processi e i metodi della cosiddetta Alchimia Interna: infatti l’alchimia per la realizzazione dell’elisir è un processo di meditazione per la trasformazione individuale.

Sulla strada alchemica si incontrano molte possibilità: infatti è possibile indirizzare la propria pratica per raggiungere vari poteri. Si può apprendere la levitazione, l’invisibilità, la chiaroveggenza, le capacità di guarigione… tutti questi vengono chiamati i poteri inferiori. Di contro, esiste un solo potere supremo: si chiama “realizzare la natura del Tao in ogni granello di polvere”. È un lavoro lungo e faticoso. È un lavoro anche divertente, da fare con il sorriso.

La visione alchemica è una metafora che, tramite il parallelo alla cosiddetta alchimia esteriore utilizza gli stessi strumenti e metodi (il sigillo, il calderone, gli ingredienti, ecc) trovandoli nel corpo. Un linguaggio, che identifica alcuni precisi fenomeni, che sono la guida per il praticante più attento.

Tutto parte dal concetto di DAN, l’elisir. Lo stesso Dan che si trova nell’ideogramma di Dan tian. Infatti il campo che si coltiva nell’addome inizialmente è vuoto. Solo scavando si può arrivare alla scoperta dell’elisir. Il dan, il cinabro, è un minerale (sulfuro di mercurio) dal quale si può estrarre il mercurio. Mercurio e piombo sono gli ingredienti che vanno armonizzati e stabilizzati nelle opere alchemiche interne.

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I Tre Tesori dell’alchimia interiore taoista

Nel Nei Dan il corpo umano è visto come un calderone, oppure una serie di calderoni, detti anche Cavità, all’interno delle quali coltivare i 3 sostanze o ingredienti, detti i Tre Tesori: il Jing, il Qi e lo Shen.

I Tre Tesori servono dapprima per arrivare al Dan. Sono gli strumenti con i quali la roccia del nostro corpo alla fine rivela un filone di preziosa energia, che ancora non esiste in questa forma così sottile ed elevata. Jing, Qi e Shen vengono anche detti i Tre Tesori, San Bao. La loro coltivazione e raffinazione si completa con gli esercizi del Tao del Sesso, con l’interpretazione di I Ching, la teoria dei 5 elementi, la medicina cinese, gli esercizi di Qi gong e Dao Yin anche detto, in tempi più recenti, Tao Yoga.

Per cominciare, la base dei Tre Tesori sono i cinque metodi di pratica con il Jing, ovvero tecniche di qi gong in movimento e meditazione che aiutano a contattare l’energia sessuale. L’alchimia, poi, consiste nella sua trasformazione in Qi: questa è la parte finale dei cinque metodi.

L’essenza dell’insegnamento dell’alchimia taoista del Dan e dei Tre Tesori è la coltivazione simultanea e armonica di Ming (la vita senza fine) e Xing (la natura originale). I Tre Tesori vengono raffinati l’uno nell’altro fino a che, si dice, lo “Shen ritorna al Tao”. E poi… si ricomincia. È un processo senza fine. Con il ripetersi dei cicli, il processo sfuma anche il suo inizio e diviene solo quello che è: Cambiamento.

3 tesori come i 3 dan tian

Le differenze tra semplice Meditazione e Alchimia Interna

La Meditazione Taoista e l’Alchimia Interiore (Nei Dan) condividono le stesse posizioni, sia sedute che in stazione eretta, ma differiscono profondamente nei metodi e nei modi in cui perseguono i risultati. Dall’esterno sembrano la stessa cosa, ma lavorano internamente e diversi livelli.

La Meditazione Taoista rappresenta il punto di partenza del cammino interiore: una pratica di quiete e di presenza che insegna a raccogliere lo Shen (lo Spirito) e a stabilizzare la mente nel Cuore. Il praticante apprende a rilassare il corpo, regolare il flusso del Qi e orientarlo verso le aree più propizie del sistema energetico, favorendo equilibrio e armonia interna. Nella visione taoista, meditare significa anche lasciar andare i pensieri e dissolvere le emozioni, permettendo allo Shen di tornare limpido e silenzioso. È una via di distillazione interiore, in cui ciò che è pesante si deposita e ciò che è puro emerge in superficie. Spesso, nella Meditazione il Qi viene guidato in modo naturale per ristabilire la circolazione energetica e generare effetti di benessere e di guarigione. In questo senso, la meditazione si avvicina al Qi Gong nella sua dimensione più interiore, dove il movimento avviene non nel corpo, ma nella coscienza stessa. Approfondisci la differenza tra Qi Gong e Alchimia. Lo scopo ultimo della meditazione è varcare la soglia della percezione profonda del Sé, dove si manifesta la pace del Vuoto, la condizione da cui tutto ha origine.

L’Alchimia Interiore, invece, comincia dopo la quiete. Tramite il metodo semplice dell’osservazione consapevole, trasforma le energie interiori e le trasmuta una nell’altra. Usa il Corpo, il Respiro e l’Attenzione per raffinare i Tre Tesori (Jing, Qi e Sheen) secondo le leggi sottili del Cielo e della Terra. Si ricercano queste essenze nella loro dimora, nei centri energetici che spesso corrispondono con i Dan Tian: di fatto il lavoro sarebbe semplice, se non fosse basato su un fattore di accumulazione energetica e temporale che è decisivo, e che spesso scoraggia i praticanti. Qui non si orienta e indirizza il Qi, ma ci si allea con lo stato profondo del Wu Wei, dal quale si smette di agire e semplicemente si coltiva l’Ascolto. Diventa così un processo operativo: il Jing si concentra, il Qi si trasforma, lo Shen si eleva e infine ritorna al Vuoto luminoso e al Tao.

La differenza è sottile ma decisiva. Nella meditazione si indirizza il Qi per ottenere dei risultati per lo più grossolani:

  • Salute del corpo e rinforzo del sistema muscolo scheletrico.
  • Armonizzazione della Mente che diventa sempre più concentrata.
  • Ricerca della direzione spirituale.
  • Armonizzazione del sistema ormonale.
  • Equilibrio emotivo.

Di fatto, si lavora per ripristinare il funzionamento corretto e naturale del sistema corpo-mente. Nell’Alchimia Interiore il lavoro energetico serve a trasmutare le sostanze interne, al fine di superare le potenzialità della persona comune. Con l’unico scopo ultimo di realizzare la circolazione dell’Orbita Microcosmica, oppure altre tecniche di unificazione con il Tao, a seconda delle scuole. Unificazione con il Tao, quindi, e basta. La meditazione purifica la mente e guarisce il corpo;
l’alchimia trasmuta l’essere e… la guarigione di corpo e mente diventano dei passaggi obbligati su una realizzazione superiore. Ad un certo punto, la meditazione sconfina nell’Alchimia: se avviene il contrario, non è propizio. Si può anche praticare la Meditazione come Strada a se stante, avendo chiari i propri principi e obiettivi. Ma quando entrambe si fondono in una sola esperienza, nasce la vera Arte Interiore del Tao, il cammino del ritorno alla nostra natura originaria.

Quattro modi di praticare l’Alchimia Interiore

Per queste realizzazioni, che portato allo sviluppo del sistema energetico fino alla cd. Immortalità, si divide la pratica in quattro fasi coltivabili anche singolarmente:

  • Il Tao delle Emozioni: coltiva Qi, la relazione con l’altro da sé, l’armonizzazione degli organi interni, le Virtù;
  • Il Tao del Sesso: coltiva Jing, la relazione con se stessi e la fecondazione del feto immortale, la Gioia del piacere in ogni aspetto della vita, la relazione sessuale e amorosa;
  • Il Tao dello Spirito: coltiva Shen e la missione personale, il senso della propria natura, la conoscenza e l’integrazione di ogni duale (incluso l’altro da sé e il divino), la dissoluzione nel mistero;
  • Il Tao del Vuoto: la fase di non-più-coltivazione, in cui ogni cosa torna senza tempo e senza localizzazione. Di fatto, l’unico modo di vivere la vita in Unione sincera con tutto, senza distinzioni e avversioni.
Nei Jing Tu

Differenza tra alchimia interiore e alchimia esterna

La storia dell’alchimia parte dall’esterno: trasformare il piombo in oro. E benché siano esistiti alchimisti dediti a questa ricerca in ogni posto del mondo in cui si estrae il cinabro (quindi in Cina) sembra che nessuno sia riuscito nell’intento.

Ma la ricerca esterna prosegue per la “pillola dell’immortalità”: ovvero una miscela di minerali, erbe e parti di animali che viene cucinata in modi particolari per distillare una sostanza che garantisca l’illuminazione. Benché questa sia una ricerca affascinante, soprattutto per i meccanismi e le tecnologie di cottura degli ingredienti per la raffinazione, nei secoli è diventata il simbolo di una ricerca differente: una ricerca interiore.

Ecco quindi la differenza tra Wei dan, 外丹 che significa alchimia esterna e Nei dan,  內丹 che significa alchimia interiore: letteralmente i metodi di cottura sono gli stessi, ma nell’alchimia esterna assumono valore reale mentre in quella interna hanno valore simbolico. Anche se, applicate nei metodi corretti, si scopre che hanno un effetto di trasformazione interna degli ingredienti proprio identica all’effetto che ha il fuoco come agente delle cotture reali. Per questo, il termine divine alchimia INTERIORE.

Nell’alchimia interiore tutto avviene in posizione seduta (con rare eccezioni) per cui il primo metodo è per “sedere correttamente”: e questa è una prima eccezione, perché si parte appunto dalla posizione eretta per aprire le articolazioni e i canali del dorso. Quando questo è avvenuto, si può sedere “con la schiena eretta” e cominciare le pratiche.

Per esperienza personale, posso testimoniare che avere una conoscenza di alchimia esteriore è utile per comprendere i processi interni e soprattutto il linguaggio a essi collegato. Ma è importante far riferimento al sistema orientale, perché attingere all’alchimia per cui siamo famosi anche in Italia provoca confusione e ritarda l’apprendimento.

E nella tradizione del Tao, la confusione è già grande: questo normale un po’ per motivi pratici, ovvero per rendere incomprensibili i segreti descritti chi non sia iniziato, un po’ perché nel corso di un testo o di una pratica si può cambiare repentinamente sistema di riferimento creando spaesamento nello studente poco consapevole del sistema di insegnamento taoista originale.

LEGGI L’ARTICOLO IN INGLESE

Il Tao delle emozioni: alchimia di base

La trasformazione delle emozioni è un’alchimia di base che può aiutare a entrare in contatto con questa arte.

Si veda ad esempio il modo di praticare con i 5 elementi e le emozioni oppure la guida completa ai Suoni che Curano per trasformare le emozioni negative.

Video: l’Alchimia interiore taoista

Alchimia taoista: le 3 fasi
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