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Il funzionamento del fegato è correlato alla salute degli occhi. Quando il fegato non funziona bene, si può verificare un progressivo calo della vista, secchezza oculare, bruciore o annebbiamento.

Il Fegato è indicato nel canone di medicina interna dell’imperatore Giallo come il “generale del corpo”. Esso, infatti, pianifica e realizza le strategie della Vita, che per riuscire in maniera propizia è bene siano allineate con la propria missione personale e destino (Ming). Questo il significato della Primavera nella vita.

Pianificare e programmare non sembrano attività “taoiste”. Nel Tao, si parla monto di “lasciar andare” e “lasciare che le cose accadano da sé”. Questo cosa c’entra allora con la programmazione ed il controllo? Per capire meglio questo aspetto della vita occorre comprendere profondamente la funzione del Fegato, della cistifellea e dell’elemento Legno. Soprattutto la loro qualità di Visione.


Programmare e realizzare il programma: una “visione” taoista

Con un gioco di parole, ecco che interviene una delle qualità e funzioni del Fegato: la Visione. Essa si deve intendere sotto vari aspetti:

  • la vista ed i difetti degli occhi (miopia, presbiopia, strabismo, cataratta, ecc.);
  • la visione come progettazione di un piano o un desiderio;
  • la visione interiore, come osservazione del proprio panorama interno;
  • Il sogno;
  • l’osservazione di se stessi, come se si osservasse un oggetto all’esterno.

Tutti questi aspetti sono incaricati al Fegato: esso infatti è connesso sia con l’occhio grossolano, sia con l’occhio sottile (il terzo occhio). Ed il suo spirito Hun, è lo snodo centrale per il corretto funzionamento di tutti questi meccanismi. Incluso, quindi, la capacità di programmare lasciando fluire la vita e gli imprevisti nel piano stabilito, ma anche una buona vista e la salute dell’occhio.


Vedere correttamente è una questione di Yin-Yang

L’occhio è uno strumento meraviglioso: è la macchina da presa del film della propria vita. Vedere è un’atto che include l’attivazione del cervello e la sua connessione con gli occhi. Che non sempre è scontata. Ma che può essere ricondotta, come sempre nel Tao, ad una relazione Yin-Yang.

Infatti, si dice che esiste un occhio Yang ed uno Yin. E’ necessario scoprire il proprio occhio Yang (dominante) per arrivare a lavorare correttamente con esso.

Se quest’occhio è sovrautilizzato dal cervello per formare l’immagine “vista”, è anche vero che l’altro occhio è sotto utilizzato. Come scritto nei commentari dell’I Ching occorre: “Innalzare ciò che è in basso ed abbassare ciò che è in alto“. Occorre, in poche parole, incontrare l’equilibrio. Esistono dei metodi naturali per rilasciare l’occhio Yang ed attivare l’occhio Yin. Ed avere una vista migliore, perché più rilassata.


Visione centrale e periferica: ancora Yin-Yang

Esistono due tipi di visione in ogni occhio: quella centrale che permette di vedere lontano ed un oggetto per volta; quella periferica che permette l’inclusione di più oggetti nell’osservazione. La prima è caratteristica del sesso maschile, la seconda del sesso femminile ma vanno entrambe integrate in una corretta visione della Vita. Dettagli ed insieme si alternano per formare un progetto che possa essere realizzato tenendo conto del meraviglioso zampillare della Vita che cambia.

Lo Hun fugge attraverso lo sguardo verso ciò si desidera. Occorre tenerlo nel suo palazzo: il Fegato.

alchimia taoista

Potenziare ed armonizzare la visione centrale e periferica dell’occhio è fondamentale per avere una vista acuta anche in età avanzata ed una capacità progettuale e realizzativa efficace… anche questa in ogni età. E’ una questione di Hun, lo spirito del Fegato.


Conoscere lo Hun ed usarlo per avere occhi sani

Si dice: “Lo Hun fugge verso l’oggetto che si desidera”. Questo avviene sia quando si guarda che quando si progetta qualcosa. Esistono dei metodi per contattare lo Hun e rinforzare il proprio intento, per riuscire ad attivare lo sguardo senza dissipare lo Hun. E’ solo una questione di mantenimento del centro: equilibrio, che fa nascere la Compassione.

Infatti la Virtù del Fegato è la Gentilezza, che occorre esercitare innanzitutto verso se stessi. In questa maniera si scopre come lasciare lo Hun “nel suo palazzo” mentre si osserva e si fanno gli esercizi per la conservazione ed il miglioramento della vista, ad esempio. Oppure si apprende a sognare per ricevere ispirazione, seguendo gli insegnamenti di Chen Tuan. Usando i principi semplici del Tao si possono migliorare tutti gli aspetti della vita.

Ad esempio, usando il qi gong per gli occhi si può evitare che la vista cali e la si può anche migliorare Occorre solo conoscere i metodi ed impegnarsi a fare un intervallo quando si rimane a lungo di fronte allo schermo, oppure si legge molto a lungo. Dopo che si è guardato a lungo un oggetto vicino, occorre guardare un oggetto lontano; in questo equilibrio giace uno dei principi del qi gong per gli occhi.


qi gong per gli occhi

Lavorare con lo Hun per sostenere la vista

In particolare, lavorando con lo Hun si può dar sollievo agli occhi affaticati ma soprattutto si possiede uno strumento per migliorare la vista e superare tutti i problemi che posso sorgere per lo stress dovuto alle troppe ore passate davanti agli schermi di cellulare e computer.

Oggi avere occhi stanchi ed affaticati è talmente normale che le persone nemmeno se ne accorgono. Men che mai conoscono i metodi naturali per risolvere questa stanchezza. Nel lungo periodo tutto questo porta all’abbassamento della vista e l’insorgere di difetti del funzionamento oculare: presbiopia, cataratta, glaucoma…

Ma questo non è naturale e può essere evitato con un piccolo impegno quotidiano, conoscendo il qi gong per gli occhi. Oltretutto, quando si invecchia non è naturale perdere la vista, come non è naturale avere mal di schiena oppure non contenere le urine. O avere meno desiderio di fare l’amore. Bisogna solo apprendere metodi naturali e millenari per conservare il corpo in salute, affinché lo Spirito possa ancora crescere bellissimo e maestoso anche oltre i 150 anni di età.

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