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Nella tradizione taoista il Drago è un animale che ricorre: simboleggia lo yin, è molto saggio ed ha una possente coda che viene assimilata ad un vero e proprio arto (il quinto arto, 5 come gli elementi).

E’ anche protagonista di una forma di qi gong antica, semplice e potente che si chiama “Il drago nuota”. Nuota nell’acqua, ma anche nell’aria. Svolge le sue spire per avanzare, per stringere o per deviare.

Drago che Nuota - qi gong

Perché si chiama “drago che nuota”

Il drago è un animale elegante, nella sua capacità di unire la saggezza con il metodo: questa eleganza è una guida della pratica.  che si alza e si abbassa, si flette e si estende e muove consapevolmente fino alla “squama” più piccola come fosse una parte vibrante ed indipendente dell’enorme corpo.

Quando, praticando questa forma, si accovaccia verso il basso il drago si sta tuffando nel mare; quando, invece,  dal basso si risale in alto il drago punta alle altezze del Cielo. Il “drago interno” è la colonna vertebrale, che respira nel movimento di estensione e flessione e si muove dalle profondità del mare del qi hai (l’oceano del qi) fino alle vette del cranio, entrando nel cervello e muovendosi verso il Cielo oltre il cervello. Per poi tornare a tuffarsi nelle profondità del mare ed oltre, nei laghi nel ventre della Terra. Domare il drago interno significa avere più controllo sulla colonna vertebrale, riuscendo ad allenare i muscoli spinali (i rotatori ed i flessori-estensori), piccoli e sottili da contattare.

Come praticare il “Drago che Nuota”

Occorre unire le mani di fronte al Cuore, facendo una lieve pressione una contro l’altra. Queste si muovono e muovono la parte superiore del corpo che trascina il resto. Il movimento delle mani unite si trasmette fino a terra (l’indispensabile radicamento) e poi arriva oltre i passi del collo fino in cima alla testa ed al cielo.

La fisiologia energetica cinese ci insegna che questo esercizio nutre ed armonizza i tre riscaldatori (inferiore, mediano e superiore, legati al meridiano del Triplice Riscaldatore). I movimenti di discesa e di salita uniti a tutti gli altri aprono e riempiono questi riscaldatori, coadiuvando il flusso nel vaso governatore ed nel vaso di concezione, quindi la fluidità dell’energia in ogni meridiano. Il lavoro coinvolge direttamente anche i tre dan-tian, promuovendo la loro indipendenza nel movimento, integrazione nell’azione e, infine, nutrendo i tre tesori

Guarda il video per praticare

Quando praticare questo qi gong

drago che nuota - qi gong

Si consiglia questo esercizio per scogliere il corpo quando se ne teme la rigidità, specialmente nelle fasi di contrazione dell’anno (autunno ed inverno). Esse sono il momento in cui lo yin si muove per raggiungere il suo apice e si dice sia utile coltivare interno. E’ anche vero che se il corpo (yin) è sciolto e forte, la porta per coltivare interno si spalanca. E, come sempre, si fa una cosa alla volta, con lo spirito di farle tutte insieme.

Perché non potrebbe essere altrimenti.

Buona nuotata 🙂

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